Lettera aperta

Dott. Aldo Boglione

Lettera aperta del Dott. Aldo Boglione

Negli ultimi anni, l’aumento delle persone che si operano per migliorare il proprio aspetto, deriva da molti fattori:

  1. “il tam tam” dei mass media,
  2. i ritmi di vita veloci per cui, nelle conoscenze e nel lavoro, il primo impatto risulta molto importante,
  3. l’avere perso, questa chirurgia, il carattere elitario ed averne assunto uno sociale.

Non sottoponetevi ad un intervento di chirurgia estetica per una forte delusione o per compiacere qualcuno.
Solo voi avete l’arbitrio per decidere di cambiare. Informate comunque il vostro mondo affettivo: è giusto, doveroso e servirà, anche, a testare la vostra motivazione.
Spesso sarete “soli” e non sarete aiutati nemmeno dalle persone più care. Nel 2016 ancora si fa confusione tra estetica e morale.
Il bello è armonia, rassicura e da gioia. “L’orco” delle fiabe è da sempre raffigurato brutto e ripugnante.

Non esiste il migliore, né chi fa miracoli; questi sono riservati ai santi accreditati. Ci sono, viceversa, tanti professionisti seri e preparati.

Questa chirurgia, esempio meraviglioso nell’ambito della medicina, è una scelta di libertà: il paziente sceglie il medico e questo sceglie il paziente per realizzare insieme qualcosa di molto importante.

La pubblicità, fatta da chi è già stato operato, può aiutare, ma l’incontro con il chirurgo è determinante; se scatta “l’empatia” giusta, allora la scelta è fatta.

Non c’è una tecnica leader; un buon professionista applicherà quella adatta ad ogni singolo caso.
Importante è eliminare il difetto fisico senza sofferenza, in modo che il paziente possa dire: “sono soddisfatto e rifarei l’intervento senza alcun problema”.

La rinoplastica è l’intervento chirurgico più sofisticato perché richiede una serie di valutazioni estetiche (distanza interpupillare, angolo fronto-nasale, ovale del viso, zigomi, angolo naso-labiale, angolo labiomentale,……); non basta la tecnica, ci vuole ARTE.
Il miglior risultato è spesso quello che ripropone il naso che si aveva a 9-11 anni.
Un naso deve inserirsi armoniosamente nel viso e, nell’uomo, non demasculinizzarlo.
“Fare, mai strafare”.

Vivere è rischioso: incidenti, malattie, viaggi, attentati,…..tutto potenzialmente può arrecare danno.
Anche sottoporsi ad un intervento chirurgico non deve essere banalizzato.
Non sono d’accordo con l’attuale moda americana di chiamare “lunch surgery” alcuni atti chirurgici minori.
Statisticamente è di gran lunga più rischioso mettersi in macchina, peggio in motorino, per andare a comprare il latte, che sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica.

Ricordatevi inoltre che un intervento chirurgico richiede, per legge, analisi cliniche preventive, eventuale cura pre-operatoria e ambiente autorizzato in quanto rispettoso delle norme di sicurezza.

Un intervento di chirurgia estetica non cambia la vita, ma può migliorare l’autostima e dare quindi maggior sicurezza.

Non uso Photoshop, pur avendolo praticato anni orsono, al Mount Sinai, Hospital di New York, perché lo ritengo dannoso per due motivi:

  1. il risultato non sempre è quello reale; fissare nella mente un modello “definito” non permette di vivere le emozioni che la dinamicità del post-operatorio prevede.
  2. non ritengo che la chirurgia estetica abbia il compito di creare manichini perfetti, ma di aiutare una persona a vivere meglio il proprio corpo, ad amare se stessa e quindi, la vita.

Ringrazio chi ha avuto la pazienza di leggere questa “lettera aperta” il cui scopo è di portare un piccolo contributo in un settore molto bello, molto chiacchierato ma, certe volte, maleinterpretato. Sarò grato a quanti vorranno intervenire con le loro opinioni.

Cordialmente

Aldo Boglione